Immagine di copertina 25 febbraio 2019

Edilizia: primi segnali di ripresa, ma l’accesso al credito rimane critico

+0,3%: sembra un numero piccolo piccolo, eppure questo dato potrebbe rappresentare la fine di un incubo per l’edilizia trentina. Dopo più di sette anni di crisi e di calo degli addetti, lo scorso mese di gennaio è stata registrata la prima inversione di tendenza, con un leggerissimo aumento delle persone occupate.


Di strada da fare, però, ce n’è ancora parecchia, se consideriamo che dal 2011 a oggi sono andate perse il 50% delle ore lavorate. A far male alle imprese dell’edilizia sono stati, in particolari due fattori: da una parte il credit crunch, che ha visto ridursi di oltre il 60% i finanziamenti concessi nella nostra provincia; dall’altra l’iper-burocratizzazione, che fa perdere alle nostre imprese tempo e denaro.


Proprio per questo Marco Segatta, presidente dell’Associazione Artigiani del Trentino, ha dichiarato al quotidiano “L’Adige” che la via da seguire è quella dell’aumento del rating delle aziende (che si tradurrebbe in maggiori finanziamenti) e della semplificazione delle procedure.


Non serve guardare lontano per trovare esempi virtuosi. L’Alto Adige ha risentito della crisi molto meno di noi e la sua economia, da sempre agganciata a quella dell’area tedesca, non ha mai smesso di correre. Nel solo 2018 i prestiti alle imprese hanno fatto registrare un +3,5%, mentre in Trentino precipitavano a -15,7%.


La stretta del credito ha inciso in particolare sulle aziende dell’edilizia, spesso a dimensione familiare e a bassa patrimonializzazione. La mancanza di risorse ha tolto ossigeno a queste imprese, provocandone la morte prematura. L’unico settore che ha continuato a marciare, e da cui oggi l’intero comparto dell’edilizia intende ripartire, è quello delle ristrutturazioni. In quel caso i finanziamenti sono concessi dalle banche direttamente alle famiglie che sostengono i lavori e questo permette di aggirare il problema del credit crunch. Le imprese che in questi anni hanno messo saldamente le basi in quel mercato ora si trovano nelle condizioni di poter puntare in alto guardando al futuro con una certa serenità.


Per operare in modo competitivo sul mercato, gli operatori dell’edilizia devono però migliorare i parametri che ne determinano il rating, vale a dire la solidità e la capacità di onorare prestiti e finanziamenti. Una capitalizzazione forte e una struttura manageriale e operativa efficiente è infatti indispensabile per costruire un rapporto di fiducia con gli istituti di credito, a loro volta prime vittime della crisi economica italiana e mondiale.


L’altro fronte su cui occorre lavorare, in accordo con le istituzioni, è quello della burocrazia: troppe volte le imprese trentine sono “prigioniere” di una firma negata o del ritardo nel concedere un’autorizzazione. Questo incide pesantemente sulla vita delle aziende del settore, che restano ingabbiate nelle maglie dell’amministrazione. Per dare un futuro al settore trentino dell’edilizia occorre innanzitutto concertare procedure snelle che garantiscano la capacità di controllo dell’ente pubblico, ma anche l’operatività delle imprese.